Supereroi o Paperi?

20181214_184933-011108942951.jpegEcco qua: io sono quella a sinistra, la donna; l’altro è Superman, ovvero l’uomo perfetto, che però tanto non esiste. E se esistesse, sarebbe comunque ormai appannaggio di quella fortunella di Lois Lane, che ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. In Etologia si chiama Imprinting  ed è quel meccanismo biologico – tecnicamente “apprendimento per esposizione” – per cui si crea un legame forte ed esclusivo con la prima forma vivente con cui si entra in contatto in età precoce – il cosiddetto “periodo critico”. Lo sapeva bene il padre dell’etologia, Konrad Lorenz, che ne parla a proposito delle oche selvatiche (se non lo avete ancora fatto, leggete il suo libro “L’anello di re Salomone”!).

Questa storia dell’imprinting non va affatto presa alla leggera, eh? Basti dire che esso costituisce, in altri termini, una memoria precoce e stabile… laddove per stabile mi verrebbe di dire “eterna”! Siccome noi siamo esseri viventi del genere umano, questa memoria precoce e stabile riguarda naturalmente qualcosa di più complesso (l’innamoramento), mentre il periodo critico in cui può verificarsi è rappresentato da una finestra temporale ben più ampia – anni mica settimane! Di cosa sto parlando?

Del Superman di cui sopra, ovviamente, e dei suoi affini, ovvero Principe Azzurro, Cavaliere senza macchie (e senza ombra) e Uomo Ideale.

Interi squadroni di libri e film sono stati ideati proprio per alimentare questo imprinting nelle giovani fanciulle, che imparano a credere in un uomo perfetto che ama in modo perfetto. Per poi vivere un’esistenza di frustrazione nella adulta scoperta della mistificazione!

A parte che il Principe Azzurro non sfodera poi tutta questa viralità, a partire dal vestiario per finire con l’unica cosa che fa di concreto: carpire un bacio ad una giovinetta che è pure priva di sensi. Altra storia è quella di Superman, che della virilità, della generosità, della bontà, dell’onestà, della fedeltà e di altra roba in “tà” è l’essenza pura. E infatti, signore mie, non è umano, ve lo ricordate? È alieno, precisamente di Krypton, un pianeta che – manco a farlo apposta – è andato distrutto con quasi tutti i suoi abitanti!

Si vede che troppa perfezione fa male alla salute e all’ecologia 😀

bacio paperino1522077455..jpgEcco: questo a sinistra è Paperino, colto in una insolita manifestazione di affetto verso i nipoti. Insolita perché siamo abituati a vederlo raffigurato nelle sue iconiche vesti o di sfortunello o di irascibile. A me piace molto questa immagine affettuosa, invece, infatti è fra le mie più care 😀 perché risponde alla domanda che ci siamo sempre fatti tutti prima o poi: perché mai Paperino si accolla questi tre nipotini, che possono anche essere pestiferi? Semplice: perché gli vuole bene! Sarà sfortunato, sarà irascibile, ma ha un cuore che manco uno stuolo di Principi Azzurri potrebbe mettere insieme! Ed è un uomo vero… pardon… un papero vero, molto più verosimile e accostabile. Quella fighetta di Paperina non se lo terrebbe così stretto, altrimenti, se Paperino fosse solo difetti, no?

Dove voglio arrivare con questo confronto? Alla perfezione, ve lo svelo! Come? Mi contraddico? Affatto! Io ho avuto una fortuna: quella di subire un doppio imprinting nella mia vita, da una parte proprio Superman (nelle vesti dell’unico e solo Christopher Reeve!) e dall’altra il mitico Paperino. Ho cioè imparato da subito che un uomo può essere un mix persino spiazzante di difetti e pregi, che nell’uomo più super puoi trovare la più distruttiva delle fragilità (la kryptonite!), mentre in quello più disastrato puoi trovare la dote di cui veramente hai bisogno (un gran cuore).

L’unico vero imprinting cui noi donne (e prima fanciullette) dovremmo esporre noi stesse dovrebbe, infine, essere quello della pazienza, del sapere attendere

del non prendere il primo eroe o papero che ci passa davanti agli occhi,

ma aspettare che si poggino su noi gli occhi di quell’uomo che saprà intuire tanto la wonderwoman quanto la papera che nascondiamo nel nostro corpo! A quel punto poco importa se sia muscoloso o abbia un becco giallo: sarà comunque un legame stabile e gratificante, alla faccia dell’imprinting!

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