A Palermo c’è un luogo sospeso fra mare e montagna

Anche quest’autunno palermitano si è impreziosito delle sue Vie dei Tesori, il festival che da anni consente l’accesso a decine e decine di gioielli del patrimonio artistico e culturale della città. Esperienze come questa, oltre a riscuotere uno straordinario successo di pubblico fra abitanti e fortunati turisti di passaggio, rafforzano il legame d’amore con la città. Quel legame che per qualche tempo – a causa delle vecchie gestioni amministrative e delle problematiche annose – si è trasformato in ferito risentimento.

Il Loggiato di San Bartolomeo, custode dell’Eden sospeso fra mare e montagna ph © Patrizia Grotta

Fra i gioielli di questo tesoro, quest’autunno mi ha particolarmente incantato il Loggiato di San Bartolomeo. Lo conoscevo solo di vista, grazie alla sua fortunata posizione sul porto della Cala, che ne fa punta di diamante de lungomare urbano, ma sconoscevo tutto della sua storia. E soprattutto non avevo idea dell’eden che custodisce, proprio sopra il doppio ordine di logge che lo caratterizza da secoli. Non avevo idea che, salendo sulla sua Terrazza panoramica, io potessi innamorarmi ancora una volta e ancora di più di Palermo!

Potevo quindi non scriverci un articolo per .itPalermo?

La Bellezza di Palermo vista dall’alto ph © Patrizia Grotta

<<Oggi vi portiamo in un luogo che, siamo sicuri, ruberà il cuore agli estimatori DOC di Palermo. Un posto da cui poter fare una sorta di ripasso approfondito della bellezza della città. Un incanto sospeso fra mare e montagna, da cui sarà difficile andar via. Non ci credete? Seguiteci nel nostro racconto sul Loggiato di San Bartolomeo e sulla sua incantevole terrazza panoramica.

La storia del Loggiato

È possibile che i vostri occhi abbiano visto frequentemente, di passaggio, questo gioiello, senza conoscerne il nome. Ai Palermitani accade spesso di avere una conoscenza “di vista”, degli elementi del suo patrimonio artistico. Quella conoscenza di confidenza che tanto anima il rapporto con la città! Caratteristiche sono le sue due logge a prospetto, che guardano su Porta Felice. Vicinato di gran prestigio per un luogo dalla storia particolare, dalla nascita ai nostri tempi. Nel 1605, l’edificio – un ospedale – viene eretto nel sito in cui lo conosciamo, in sostituzione di quello annesso alla chiesa di San Nicolò alla Kalsa. Non sforzate la vostra memoria d’orientamento per collocare questa chiesa. Essa andò, infatti, distrutta nel marzo del 1823, quando gli effetti devastanti del terremoto di Pollina arrivarono anche in città. Per lunghissimo tempo, le macerie dell’edificio sacro fecero triste mostra di sé a piazza Santo Spirito.>>

Continuate la lettura!

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