Vi presento il Grigio di Billiemi

Inizio chiarendo subito una cosa: non è un lupo che si aggira nel palermitano, come in questi giorni qualcuno mi ha chiesto! Anche se, lo confesso, sarebbe altamente suggestivo pensare che un lupo – uno vero – giri per Palermo. Il Billiemi è un monte… beh, lo è giusto per una manciata di metri, ma ufficialmente lo è. Fa parte del raggruppamento dei cosiddetti Monti di Palermo, ovvero quella corona di alture che abbraccia la città, fronteggiando il mare. E già so che questa per molti è una notizia, perché ci sono persone che ancora credono che Palermo si trovi in una piatta landa deserta. Fra gli altri, questo Monte Billiemi possiede un tesoro che per più di mezzo millennio ha arricchito il patrimonio architettonico della città. Qualcuno lo chiama “Marmo di Billiemi“, ma ufficialmente è una pietra calcarea dalla straordinaria resistenza e bellezza. Si estrae dalle cave del monte omonimo, appunto, e so che è anche esportato fuori Italia.

Grigio di Billiemi
Il Grigio di Billiemi non sfigura accanto ai marmi pregiati (dettaglio di vasca ai 4 Canti ph © Patrizia Grotta)

Ad un certo punto dei miei soliti giri per la città, mi sono resa conto che – sebbene la presenza del Grigio di Billiemi fosse immanente in tutta Palermo – ne sapevo davvero poco, anzi pochissimo! Così, grazie alla collaborazione del mio ingegnere preferito, ho raccolto informazioni e ne ho fatto un articolo per .itPalermo. Ho scoperto cose davvero interessanti, ma soprattutto – ancora una volta – ho realizzato che per quanto tu possa girare, osservare, leggere, chiedere, resta comunque sempre un intero universo da scoprire nella tua stessa città. Figuriamoci nel resto del mondo! Ecco perché dico sempre a chi sottolinea la povertà culturale (!!!) di Palermo: prima prova a conoscerne anche solo un decimo e poi torna a riparlarmene!

Per voi, Palermitani e non, spero che sia una scoperta altrettanto stimolante, quella della storia del Grigio di Billiemi!

<<Cosa accomuna i monoliti di Piazza della Memoria, il Palazzo delle Poste in via Roma e la chiesa di San Giuseppe dei Teatini ai 4 canti? Ci state pensando? Li avete visualizzati? Forse vi serve un aiutino. O forse ve lo diciamo già noi. È il Grigio di Billiemi, un’eccellenza palermitana plurisecolare, che attraversa e sostiene molte fra le più grandi bellezze della nostra città. Il mistero non vi si è ancora disvelato? Tranquilli, stiamo per raccontarvi tutto noi.

Oro grigio di Montagna

Credete di non sapere di cosa stiamo parlando, ma fra poco esclamerete: ho capito! Il nostro odierno protagonista è grigio, con venature a volte rosse o bianche o gialle o grigio più chiaro. È estremamente solido e resistente, tanto da mantenersi in piedi – spesso – nonostante le evidenti cicatrici dei bombardamenti. Nasce nel cuore delle falde del monte Billiemi, nel nord-ovest palermitano, e un tempo il suo arrivo in città era una spettacolare avventura. Qualcuno lo chiama “marmo”, poiché si offre ad una raffinata politura che lo rende lucido come specchio, ma è in realtà una pietra calcareaHa reso Palermo maestosa, consentendo per lei l’invenzione di un archetipo architettonico inimitabile nel resto d’Europa. Vi toglie il respiro in alcune delle più belle chiese palermitane, dove i suoi possenti monoliti sostengono complicate arcate e ardite volte. E chissà quante volte lo avete accarezzato, affascinati, nelle vostre visite a palazzi nobiliari.>>

Continuate a leggere!

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